Dopo Rivoli

Dopo Rivoli

Mi sento molto vicino ai familiari di Vito Scafidi, lo studente 17enne del liceo Darwin di Rivoli, Torino, ucciso - in classe - dal crollo della controsoffittatura. Il dolore della madre, vista  ieri sera in tv, è quello di tutti noi genitori italiani.
Ecco quanto mi sembra di aver imparato ieri sera, ospite di ‘Porta a porta’. Le scuole italiane non sono e non sono mai state in sicurezza: per garantirle tutte (poco oltre le 40 mila, più quelle private), occorrerebbero 4 miliardi di euro, una cifra enorme di cui non disponiamo assolutamente. Il nostro paese aspetta ancora (dovrebbe arrivare, finalmente, a gennaio)  un’anagrafe dei nostri istituti.  Per la sicurezza degli edifici, il ministro Gelmini, che ha chiarito di non aver disposto alcun taglio in questa direzione, ha detto che ci sono 300 milioni già ripartiti nel 2008 ed altrettanti ce ne saranno nel 2009. Il sottosegretario alla Protezione civile Bertolaso ha specificato che sono 9 mila su 16 mila le scuole a rischio sismico (quelle cioè che si trovano in aree maggiormente esposte ai terremoti),  e che - complessivamente su 42 mila - un istituto su due non ha ancora il certificato  antincendio. Vista la frammentazione  burocratica, tipicamente italiana, di responsabilità e competenze in materia, si perde molto tempo anche a spendere i soldi necessari: dopo la tragedia di San Giuliano di Puglia, dove nel 2002 un terremoto causò la morte di 27 bambini in aula e una maestra, ci sono voluti 6 anni per utilizzare i fondi appositamente stanziati dallo stato per mettere in sicurezza le scuole più a rischio. C’è  addirittura un’ apposita legge in materia di prevenzione, la 626, che  molti enti locali rifiutano di applicare, perché - una volta entrata in vigore - esporrebbe a rischio di chiusura la totalità delle scuole che si trovano nel loro territorio di competenza.
I nostri ragazzi, spesso descritti dai media come bulli o potenziali killer del sabato sera, sono molto maturi e responsabili.
 

 



4 commenti »

  1. ho fiducia nel ministro della P.I. Maria Stella Gelmini e nel nostro premier. Credo che la tragedia sia stata effetto di un errore della ditta che ristrutturò la scuola nel 90 e che invece di togliere il vecchio materiale di risulta lo ha depositato nella controsoffittatura. Credo che esistano molte scuole anche , anche risalenti agli anni 70, dove c’è il pericolo amianto (istituti prefabbricati). Urge un censimento delle scuole a rischio. A bari, causa la costruzione di un parcheggio in piazza Cesare Battisti, ci sono stati danni all’Università. Il cantiere è ridotto a una buca orrenda ed enorme che è visibile nel film con Elio Germano IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA. Vi viene ambientata una scena di stupro, nel finale. Le responsabilità sono tante.

  2. Lorenzo says:

    Ci vuole una forte immaginazione e forza di volontà per essere vicino ai familiari di un ragazzo morto per deficienze scolastiche.Bravo davvero, un giorno la sua generosità sarà sicuramente premiata.

  3. Lorenzo says:

    Il premier poteva risparmiarsi la definizione di Fatalità per un evento che si doveva evitare. Quel ragazzo ce l’hanno sopra a tante coscienze, macchiate da inettitudine, faciloneria e pressapochismo della scuola italiana dove i colti sono più numerosi dala parte dei discepoli.

  4. Nicola says:

    Ormai provo riluttanza a guardare i vari tg in generale, dove la gara alla visibilità dei soliti noti si spreca a spese del tartassato Pantalone. Anche i fatti di cronaca più eclatanti assumono uno spazio minimo per dar luogo alle solite passerele di gente mai abbastanza satolla di raccontarsi nei TG affermando, quasi sempre, una pubblicità personale e di partito.Il Buon Enzo TORTORA, mai abbastanza ricordato, griderebbe a ragione ORRORE !!

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