Sono tornato da Catania con una stretta allo stomaco, dopo il grave ferimento di Laura Salafia, studentessa fresca di 30 e lode. Un proiettile vagante l’ha colpita alla colonna vertebrale: è ricoverata in rianimazione all’ospedale Garibaldi, con prognosi riservata. Potrebbe rimanere paralizzata. Stabili le condizioni dell’altro ferito, Maurizio Gravino, di 40 anni, un mafioso di mezza tacca, il vero obiettivo di Andrea Rizzotti, l’impiegato comunale che gli ha sparato 5 colpi di pistola, sostenendo di essere stato vessato da lui, che – in sostanza – lo irrideva dandogli del ‘cornuto’. A Catania ho parlato con il questore Domenico Pinzello. Mi ha confermato che l’identikit del potenziale assassino è stato possibile grazie alle dettagliate descrizioni di uno studente che ha assistito alla tragica scena. Ma tutti gli altri ragazzi fuori dall’Università di piazza Dante – diverse decine, mi ha detto – si sono rifiutati persino di parlare con la polizia giudiziaria. E poi, mi ha ricordato il Questore, tantissima gente a Catania pensa ancora che sia giusto, che sia il caso di farsi giustizia da sé. Ma nei cosiddetti quartieri a rischio, Librino, San Cristoforo, ha insistito, un ragazzo può arrotondare anche 3 mila euro al mese, solo se fa la vedetta agli spacciatori mafiosi: che offerta ha in alternativa dallo Stato? Poco o niente, con la crisi globale che abbiamo che si sovrappone a un antico snodarsi di disoccupazione e assenza di prospettive. Fa male sentire queste cose, mentre un sindaco bravo come Stancanelli chiede alle migliori energie della città di aiutarlo a delineare, attraverso gli Stati Generali, un futuro, una prospettiva nuova e ‘normale’ per Catania. E’ la prima volta che succede nella mia città, se ben ricordo. Non faccio in tempo a rientrare nella Capitale che leggo che a Roma, a sangue freddo, in pieno giorno, è stato ucciso Carmine Gallo, 52enne originario di Torre Annunziata: quattro colpi di pistola nella mattina di domenica 4 luglio. Una vera e propria esecuzione, l’hanno definita gli investigatori della polizia arrivati in via Bistagno, al quartiere Aurelio, certi che le indagini non saranno cosa semplice. Soprattutto perché la vittima aveva probabilmente molti nemici. “L’omicidio nel cuore di Roma di Carmine Gallo, già ergastolano e poi collaboratore di giustizia, ripropone con forza il tema della penetrazione mafiosa e camorrista nella nostra regione, che ormai è diventata un’emergenza su cui non si può chiudere gli occhi”, afferma Ivano Peduzzi, capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione. Non c’è da stare allegri.
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Dov’è la libertà in Italia?
Giovanna Barone
Che dire Michele; ancora una volta chi paga sono gli innocenti;e sentire che, tra tanti testimoni solo uno ha avuto la coscienza di farsi avanti,ci fa riflettere molto.
Anna Gemma
con il caldo le persone che dovrebbero mantenere l’ordine purtroppo non esistono quei pochi non ce la fanno o anno paura delle ritorsioni in famiglia e allora lasciano perdere ..è vegognoso.
Non so quanto si sia consapevoli del clima di malessere che regna ovunque….la gente si fa gustizia da sola, uccide, spara, si vendica, no accetta che una donna lo lasci, che fare? c’è una speranza di un mondo migliore x noi?
Lucia Buonanni Dawson
Carissimo Michele, anch’io, catanese come te, soffro moltissimo quando apprendo fatti del genere. La nostra bellissima città viene continuamente mortificata da molti siciliani che non sanno neanche cosa significhi stare al mondo. Purtroppo molti innocenti pagano lo sconto dell’ignoranza e della grettezza. Ancor più doloroso il fatto che giovani, per di più studenti universitari, diventino omertosi quando, al contrario, dovrebbero aiutare le istituzioni e contribuire a cambio di mentalità.
Giuseppe Genovese
Michele,disquisire di tali fattacci di cronaca ,serve giusto “pour parler”,poiché non c’é ,purtroppo, un provvedimento serio per gente che per “arrotondare”,é disposta a tutto,anchea sparare nel mucchio;nostro malgrado siamo abituati a sentire notizie di morti “da avvelenamento da piombo”e ,credi, non c’é rassegnazione in queste mie parole ,anche se così può sembrare;c’é invece tanta rabbia , ,vuoi perché ci si sente impotenti , vuoi perché a questo si aggiunge la delusione per non essere abbastanza protetti e si pensa che prima o poi può toccare ad ognuno di noi restare “secchi” x mani di assassini senza scrupoli.Non voglio aggiungere altro, anche se ci sarebbe ancora molto da dire.Ti saluto e ti auguro una serena giornata .
Maria Rosaria Delfino
Questo e´un ulteriore episodio di cronaca che prova il fatto che alla radice esiste un male molto piu´grave nella nostra societa´dove purtroppo ne derivano degli altri .E´ un po´ come il cane che si morde la coda ,non e´ mai inutile parlarne ma sarebbe ancora molto piu´utile un interesse vero da parte di tutti noi che rappresentiamo lo stato.
Rita Abate
Glenda Giardina
Caro Michele, la giustizia in Italia fa veramente schifo, con questo non è certo plausibile che si giustifichi con la crisi economica mettersi a fare i killer. In Italia si preferisce strapagare gente che non sa fare nulla, solo perchè appare in tv, che impiegare quei soldi per dare un futuro a persone di buona volontà. Si tartassa chi lavora nei paesini con mille difficoltà, alla pari di città, si vessa chi si mette in proprio, favorendo centri commerciali e impermercati, si hanno magistrati che giudicano diversamente da regione a regione…logico che la gente non ha più fiducia nello stato e nella giustizia. E la violenza impera…è molto triste.
Lorenzo Bertin
Mi spiace tanto per questo ennesima esplosione di follia ,però mi chiedo chi ha dato il porto d’armi all’assassino ? Comunque rispetto agli anni passati in Sicilia di morti per mano della malavita e per colpa del solito cretino inetto di turno ,grazie a Dio ve ne sono pochi ,mi ricordo che ci fu un periodo che la Sicilia era sulle pag. di tutti i giornali perché ogni giorno si compiva un omicidio , quando si usciva di casa le madri ci raccomandavano di evitare le soste nei “bar caldi ” dove chi andava a prendere un gelato ,correva il rischio di finire sotto il mirino dei killer solo perché sedeva vicino alla vittima di turno …
Sull’omertà caro Michele ci sarebbe tanto da dire ,io non giudico chi non collabora ,perché quando hai dei figli e una famiglia che ami ,non la metti in pericolo ,non si sa mai con chi si può avere a che fare ,un atto di zelo come Tu e il questore Domenico Pinzello saprete può costare molto caro ….non si può chiedere di fare i testimoni ,quando non si può garantire una protezione …
Ultimamente le Forze dell’Ordine hanno catturato molti latitanti pericolosi e hanno portato a compimento con grande successo operazioni molto complesse in tutta Italia ,grazie alle intercettazioni e collaborazioni dei pentiti ,questo é un bel risultato ,quindi con grande franchezza mi sento di dire che al cittadino la giustizia può chiedere uno sforzo per aiutarli nelle indagini ,ma non di immolarsi per una guerra che non ha scelto ,se poi c’é chi si sente di rischiare facendo il testimone ,lo Stato si deve impegnare a tutelare l’anonimato del testimone al 200% se si vuole incentivare la fiducia nel cittadino.
Felice giornata a Tutti
Rosac Uno
Mi piace il pensiero di Rosac Uno. Naturalmente tutto è soggettivo. E’ vero. In Sicilia le cose stanno cambiando, anche velocemente, in meglio. Delitti d’onore e cose simili sono non dico una rarità ma si sono diradati moltissimo. Però gli esempi di Salvatore Grasso e di moltissimi altri che in passato si sono sacrificati per non cedere alla malavita sono la prova e la dimostrazione che ” si può ” Certo che la paura è normale, tantomeno se non hai certezza e di essere protetto e della pena sicura ai delinquenti. Se uno condannato dopo poco tempo esce dal carcere tutto è vanificato. Catania alzati disse il Papa qaulche anno fa. . E tutta la Sicilia sta tentando di rialzarsi. Ci riuscirà, ne sono certo.
Giuseppe Genovese
E’ allucinante, che una persona che non c’entra niente venga coinvolta in regolamenti di conti di ogni tipo… che poi ci sia gente che sia convinta che farsi giustizia da soli sia meglio… bè, non hanno tutti i torti, visto come va l’Italia… ma resto comunque dell’idea che episodi così non dovrebbero accadere MAI..!! Lo stato dovrebbe intervenire duramente una volta per tutte, non si può volere la moglie ubriaca e la botte piena, come si suol dire… dai, siamo sinceri… se lo stato stesso non avesse interessi diretti con la mafia in tutti questi anni di lotta oramai non esisterebbe più… finchè continuerà a curare i suoi interessi sotto banco continueremo ad assistere ad episodi del genere…che tristezza….
Silvia Borello Lenta
Nonostante la lotta assidua,…e l’indebolimento delle organizzazioni malavitose,con la cattura continua dei camorristi mafiosi ecc..mi sembra che queste si rafforzino sempre di piu’…e’ una piaga che sara’ difficile eliminare…..assumono continuamente…persone disposte a tutto… che non hanno un lavoro… pagando loro il servizio sporco da fare..con soldoni sonanti….subito!!!!!!!!!!molto spesso….chi si trova vicino al bersaglio….rischia la vita….e’ sconcertante….lo stato e’ troppo debole….poiche’ ci sono….. e sempre ci saranno infiltrati….malavitosi raccomandati… nella politica….di conseguenza bisogna partire dallo stato…per fare pulizia…poi arrivare alla radice…per estirpare questa piaga…..il mio e’ un sogno assurdo… non avro’ mai il piacere….di vedere lo stato vittorioso……proprio oggi hanno rimesso in liberta’ 40 deliquenti…per un errore di trascrizione…..qui!!!!!!!!sono tutti in affari!!!!!!!!!!!RIPESCALI!!!!!!!!questi delinquenti liberati….alla faccia delle persone perbene come noi….. ora stanno festeggiando……come fosse capodanno!!!!!!buona serata michele…kiss kiss
Isabella Fiorucci
Fa male sentire queste notizie… poi, se riguardano la propria città forse anche di più. Fa male pensare che, nonostante gli sforzi di alcuni, tra le “migliori” prospettive per i giovani nella bella Catania vi sia quella di fare la vedetta agli spacciatori mafiosi; fa male anche pensare che siano consuetudini l’omertà e farsi giustizia da sè. Preoccupante, come sottolinea Peduzzi, l’infiltrazione mafiosa nel Lazio, come a segnalare che non solo non si riesce a combattere efficacemente la mafia laddove è nata, ma addirittura questa si diffonde in altri territori italiani finora indenni.
Quello che è successo a Catania,e sapere che può succedere in qualsiasi altro luogo….è molto preoccupante,e sentire queste notizie,fà aumentare sempre di piu`lo sconforto…pensando che non abbiamo nessuna sicurezza…l`accaduto alla studentessa….può capitare a qualsiasi altra persona innocente….e su questo bisogna riflettere molto….sperando che cambi qualcosa al piu` presto…se vogliamo un futuro migliore per tutti noi.
Franca Conti
Che brutte disgrazie…..povera ragazza,non ci sono parole per questi gravi fatti di cronaca nera direi.
Dorotea Selvaggi
Un pensiero a Laura Salafia e a i suoi genitori!
Buona serata Michele grazie !
Lucia Benedetto
Io penso che anche in questi fatti delittuosi,occorre una certa etica.Purtroppo l’impeto non guarda niente e nessuno,e chi ci va di mezzo ,sono povere vittime innocenti.Purtroppo il criminale , è una brutta bestia.
Albanese Leonardo
“Le migliori energie della città”…giusto, michele.
e, aggiungerei, le migliori energie del paese.
siamo, purtroppo, un paese allo sbando.
credo sia necessario ridare fiducia, a tutti, partendo dalla fiducia nelle proprie forze. e non è poco. e neppure semplice ma…si può fare.
un abbraccio e complimenti per quello che hai scritto. condivdo tutto.
Marisa Paolillo
CARO MICHELE, COME CATANESE MI VERGOGNO PER QUELLO CHE è SUCCESSO IN PIAZZA DANTE A LAURA STUDENTESSA DI SORTINO.
A CATANIA COME IN TUTTA ITALIA QUELLO CHE è TOTALMENTE ASSENTE è IL RISPETTO DEL PROSSIMO E MANCANZA ASSOLUTA DI AMORE CRISTIANO VERSO LA COLLETTIVITA’.
NON BASTANO GLI STATI GENERALI PER RIFONDARE CATANIA, DOVE VIVO E SONO IMPEGNATO DA 57 ANNI, MA OCCORRE UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE CRISTIANA NEL NOME DEL MESSAGGIO DI GESU’, CHE NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA CHIESA CATTOLICA, MA SOLO CON UN RAPPORTO DIRETTO CON SE STESSO. LA PROSSIMA VOLTA CHE SCENDI A CATANIA PIUTTOSTO CHE PARLARE CON IL SIGNOR QUESTORE FACCIAMO INSIEME UN BEL GIRETTO IN MOTORINO IN CITTA’ - VEDRAI QUANTA ILLEGALITA’ E CATTIVA EDUCAZIONE ESISTONO IN CITTA’ E LE AUTORITA’ - COMPRESO IL SINDACO STANCANELLI CHIUDONO GLI OCCHI NON UNA VOLTA MA TANTE VOLTE (TI PORTO PURE LE PROVE DI QUELLO CHE DICO!). OCCORRE UNA RIVOLUZIONE CRISTIANA PROFONDA NEI NOSTRI CUORI: LA BIBBIA DICE: IL MONDO SARA’ SALVATO DAI BUONI, SPERIAMO DICO IO!
Non succede solo a Catania caro Michele…E’ un peccato che persone innocenti ci rimettono sempre solo perche’ si trovano nel posto sbagliato nel momento sbagliato…Io vivo a Terracina e’ il fulcro tra Roma e Napoli e ne sento tante tutti i giorni…BISOGNEREBBE INIZIARE A SFATARE IL FATTO CHE LA MALAVITA SI TROVA IN SICILIA…E’ tutto una grande copertura.Forse qualche anno fa’ poteva essere cosi’…Ma la mafia forte vive a Roma,Milano e soprattutto nelle parti dell’alta Italia…Ho un amica a Canicattini Bagni e un altra a Gela una delle due mi dice sempre:”male non fare e paura non avere.certo la loro mentalita’ e’ quella io non vedo non sento non parlo.Ma posso garantire che persone come i Siculi non ce ne sono hanno un cuore immenso e non passerebbero su nessn cadavere.non vado oltre perche’ mi troverei tutti contro.Un consiglio rifletteteci…Un abbraccio
Antiope Joe’
Caro Antonio (Omero), capisco ma attenzione a non cadere nel fatalismo negativo(questo sì antimeridionale) secondo cui qualunque cosa si tenti di fare dalle nostre parti per cambiare non vale nulla, perché i problemi sono altri… Ricordo questo ritornello sin dai tempi in cui vivevo ancora a Catania e sentivo dire che la mafia da noi non c’era e i problemi erano altri, che il ponte sullo stretto (già allora!) era inutile persino concepirlo perché i problemi erano altri, ecc. ecc. Da qualche parte, invece, si deve cominciare, per esempio con l’ immaginare, sognare e chiedere ai concittadini di dare un contributo (oltre alle critiche) perché la città possa diventare normale e più vivibile, magari solo per i nostri figli o i nipoti. preparare i doni, si deve…
Riguardo a quella ragazza colpita da un proiettile alla colonna vertebrale, vorrei esprimere un pensiero, se deve rimanere paralizzata è meglio che muoia, è brutto da dire ma per il discorso che ti stavo facendo stamattina, cioè di incoscenza e maleducazione stradale, è meglio per lei, così non deve scontrarsi con “imbecilli” del genere.
Francesca Romana Tulli
Scusa Michele, io non sono nè fatalista nè negativo, figurati che ho anche ideato e realizzato IL PREMIO SICILIANO “IL POSITIVO” destinato prevalentemente da oltre 4 anni anni a tutti gli studenti della Scuola siciliana che si distinguonio per AZIONI POSITIVE nei confronti del PROSSIMO.
L’incidente di Piazza Dante è solo il frutto di una indecenza culturale che esiste nel substrato della Città.
Nè sono contrario agli Stati Generali per rifondare Catania (figuriamoci!), Io ti ho parlato di una RIVOLUZIONE CRISTIANA che deve partire da dentro di NOI, ALTRO CHE PIANGERSI ADDOSSO COME SICILIANI. Qui ancora esistono le rivendite dei Pesci sotto il Ponte della Rotonda di Monte Pò con energia elettrica rubata alla collettività e nessuno fà niente per togliere quiesta porcheria (Sindaco incluso che non vede e non sente!) che procura dalle 17 alle 19 file interminabili di autovetture che provengono da Misterbianco solo perchè le persone si fermano in tre quattro file per comprare. e di queste situazioni ce ne sono a iosa e nessuno fa nienet perchè ha paura!
Il Ponte ben venga caro Michele basta che noi Siciliani non dobbiammo pagare fior di pedaggi per raggiungere un’altra Regione. In Sicilia hanno tolto la civiltà dei treni.. scendiamo a Villa San Giovanni (dove c’è scritto ancora “ITALIA”) e poi con le valigie sotto acqua e vento o sole forte andiamo ad imbarci nel traghetto la cui proprietà è di una sola persona (i Franza!)ma di che vogliamo parlare dei nostri Politici che si dimenticano del proprio Elettore appena sbarcano a Roma (Senatori compresi (daLLA FINOCCHIARO a FLERES a STANCANELLI!). Vedi Michele occorre una nuova Forza trainante (Loro dovrebbero andare tutti a casa perchè hanno fallito!) dove al primo posto devono mettere l’interesse collettivo e dopo cinque anni a casa (senza carriera politica!)… Io fatalista negativo siciliano che si lamenta? Altro che io ti parlo di RIVOLUZIONE (non violenta) CRISTIANA perchè solo questo potrebbe essere la salvezza dei nostri Figli e nipoti.
Io da siciliana non ho parole x quello che è successo …..
Letteria Spallini