Michele Cucuzza è nato a Catania. Giornalista professionista, conduttore televisivo, scrittore e blogger, è laureato in Lettere Moderne.
Co-conduttore di Uno Mattina su Rai Uno, gestisce il suo blog con oltre 3000 contatti al mese. Editorialista del quotidiano “Corriere dell’Umbria”, fa parte del comitato di direzione degli Stati Generali di Catania, in corso nel capoluogo etneo per iniziativa del sindaco Stancanelli. Console onorario di F.I.A.B.A. (l’Onlus impegnata per l’abbattimento delle barriere architettoniche), tiene periodicamente all’Università la Sapienza di Roma lezioni e master sulla comunicazione radiofonica e televisiva. Ha pubblicato con Vanni Pierini, per Mondadori (Donna Moderna), “Antologia di poesie d’amore, da Saffo a Prévert” (2004), ha scritto per gli Editori Riuniti il libro “Ma il cielo è sempre più blu” (2006), sui giovani calabresi impegnati contro la ‘ndrangheta, per Donzelli “Sotto i 40. Storie di giovani in un paese vecchio” (2007), per Pagine “Fuori dalla rete. Diario online”, un estratto dei suoi post (2008). E’ cittadino onorario di Grammichele (Ct), dov’era nata la madre, Teresa Intelisano, e - dal 2010 - anche di Diamante, comune calabrese in provincia di Cosenza.
Sin da piccolo ha avuto passione e curiosità per il mestiere di giornalista, benché i suoi genitori facessero tutt’altro: il padre è un vulcanologo e la madre si occupava della famiglia. Sui fogli a quadretti di scuola, con ritagli di giornali e articoli scritti a penna, costruiva giornalini di attualità ispirati ai periodici che circolavano a casa, come ‘Epoca’ e il primissimo ‘Panorama’; i suoi cugini ricordano ancora quando li costringeva a leggere le sue improbabili creazioni.
Alle medie, ha ideato e realizzato insieme con i compagni di classe, il suo primo giornale di scuola (”L’Araldo Letterario”), esperienza che ha poi continuato con altre testate al ginnasio e al liceo (uno dei titoli era “Il Pincopallino”). Dopo aver collaborato con un giornale catanese, dove ha anche realizzato inchieste sui movimenti studenteschi e giovanili a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, è partito per Milano, con la voglia di fare il mestiere nella capitale dell’editoria. Dopo aver partecipato in prima persona per un periodo ai movimenti di contestazione, è stato tra i fondatori di una delle radio libere tipiche della seconda metà degli anni ’70, “Radio Popolare”, una delle prime e tra le più famose. Con Piero Scaramucci, Nini Briglia, Gad Lerner, Vera Montanari e tanti altri giovani giornalisti, ha raccontato, nei giornali radio di quella emittente (in quegli anni di spinte, di rinnovamento, ma anche di tensioni drammatiche culminate nel terrorismo) fatti e notizie che arrivavano da scuole, università, fabbriche, uffici e dalle istituzioni locali e nazionali.
L’esperienza a Radio Popolare, dove Michele è diventato giornalista professionista, è durata sette anni. Nel 1983 ha iniziato a collaborare con la Rai, sempre a Milano, dove - dopo due anni di precariato - è stato assunto come redattore ordinario nella redazione di Corso Sempione. In quel periodo, fino al 1988, Cucuzza ha realizzato centinaia di servizi e collegamenti per tutte le testate del servizio pubblico, radiofoniche e televisive, dal ‘Gazzettino Padano’, ai Giornali Radio Nazionali, al Tg1, Tg2, Tg3: oltre al terrorismo, ha seguito le principali vicende di cronaca di quegli anni, dallo scandalo del vecchio Banco Ambrosiano, ai risvolti milanesi delle inchieste sulla P2 e sulla mafia, al caso Tortora, all’alluvione in Valtellina.
Nel 1988 è stato chiamato dal Tg2 a Roma. Nella redazione di Via Teulada ha condotto, per dieci anni, tutte le edizioni di quel telegiornale e il programma di approfondimento giornalistico, “Tg2 Pegaso”. Nelle settimane in cui non era impegnato alla conduzione, Michele ha coperto, con più di mille servizi e collegamenti, avvenimenti di cronaca italiana e internazionale, dalla caduta dei regimi totalitari e all’affermarsi della democrazia, in Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, dalla preparazione della prima guerra del Golfo in Arabia Saudita, all’apparire sulla scena politica americana di Bill Clinton, fino al lutto per la morte di Diana a Londra e alla scomparsa di Madre Teresa a Calcutta.
Dal 1998 al 2008 ha condotto, tutti i pomeriggi, su Rai Uno, “La vita in diretta”, rotocalco popolare di attualità e cronaca dello spettacolo, per dieci anni il programma pomeridiano più visto.
Da due anni, con Eleonora Daniele, dà il buongiorno agli italiani su “Uno Mattina”.
Michele è padre di due figlie, Carlotta e Matilde.