Luglio 1, 2009
Senza categoria, cronaca
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Viareggio, treno esplode in stazione. E’ strage. In fiamme auto e palazzi: 14 morti, 3 dispersi
Repubblica.it del 1° luglio 2009
VIAREGGIO - E’ di 14 morti, 3 dispersi e 40 feriti di cui 15 in pericolo di vita, il bilancio della tragedia di Viareggio. Dati resi noti dalla questura di Lucca, e ripresi dal premier Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa. E poi migliaia di sfollati, gente in stato di shock, due palazzine distrutte e altre tre evacuate. Lutti e devastazione in un paradiso delle vacanze al mare, Viareggio, a causa di un treno merci carico di Gpl (Gas di petrolio liquefatto) che a mezzanotte deraglia in stazione e innesca l’apocalisse nel centro della città: una serie di esplosioni e l’incendio.
Dolore e lutto, panico e emergenza. Vi va di aggiungere una testimonianza, una sensazione, un commento?

Giugno 27, 2009
cronaca
25 Commenti
Ecco uno dei messaggi ricevuti dopo l’improvvisa, e ancora non chiarita, morte di Michael Jackson. Lasciate liberamente un vostro commento, un ricordo, una testimonianza, non necessariamente celebrativa. Grazie.
Ciao a tutti,
la morte improvvisa del Re del Pop Michael Jackson ha lasciato tutti a bocca aperta. Chi vi scrive ha avuto il privilegio di poter assistere, ancora quattordicenne, ad un suo concerto a Roma nel 1988 e lo ha ricordato così:
http://www.chronica.it/2009/06/26/addio-a-michael-jackson-l%e2%80%99ultima-popstar/
In molti hanno già lasciato la loro testimonianza, il loro pensiero, il loro ricordo, non necessariamente un elogio, in fondo all’articolo.
Mi piacerebbe leggere anche le vostre emozioni per poterle raccogliere e pubblicare nei prossimi giorni.
Grazie a tutti
Chiara

Giugno 23, 2009
Senza categoria
8 Commenti
Citando Platone e Pascal, il filosofo Umberto Galimberti traccia, su uno dei periodici di ‘Repubblica’, un ipotetico ’senso del tutto’ che spazza via ogni egocentrismo e, inevitabilmente, disorienta. Tento di riprodurlo, sperando di non stravolgere la sua visione, che considero affascinante e commovente, per quanto siamo al limite dell’indicibile. Non siamo che un lampo, tutti noi, tutti insieme, da quando ci siamo fino a quando non ci saremo più. Poi, l’esistente, la materia, l’universo – chiamatelo come volete - riprenderà il suo misterioso corso, continuando a prescindere da ‘noi’, apparentemente come capitava quando non c’eravamo ancora. Fine. Tutt’al più, in qualche modo, possiamo pensare di aver dato un contributo - in un senso o nell’altro - all’evoluzione del cosmo. Chissà quale.
Misteriosa, certo, ma probabilmente legata a quel che abbiamo combinato, come intera umanità, e come individui, in quel lampo. Il baricentro, insomma, si sposta definitivamente dall’ossessiva ricerca del senso individuale e complessivo dell’esperienza del genere umano, alla devota, umile, e insieme emozionante, messa a disposizione della propria storia di un ipotetico destino ignoto.
Da far tremare i polsi. Eppure, il tempo di quel lampo, un dono che non trova risposte, può esser speso non per violenze e aggressioni, cercando di procurare agli altri meno sofferenze possibili, scambiandosi, invece, amore.
